embodied LEADERSHIP

Il futuro della formazione manageriale integra apprendimento razionale ed apprendimento emozionale, superando i limiti di un insegnamento solo teorico. Grazie a questa integrazione, l’apprendimento è più RAPIDO e DURATURO.

Il futuro della formazione è "in movimento"

Quante volte hai seguito dei corsi in aula, di tipo teorico, che ti sei dimenticato in poco tempo?

Quante volte ti hanno parlato di leadership, ascolto, empatia (ed altre soft skills) ma poi, all’atto concreto, ti sei reso conto che tra “dire e mettere in pratica” c’è di mezzo un oceano?

L ’Embodied Leadership è una formazione manageriale di nuova concezione che supera questo limite integrando l’apprendimento razionale con quello somatico e facendo in modo che tu possa ricordare per sempre quello che impari.

L’Embodied Leadership infatti, mette in campo nell’apprendimento emozione e ragione simultaneamente.  

E’ infatti dimostrato ormai da numerosi studi quanto a permettere di ricordare ed apprendere sono soprattutto le EMOZIONI.

L’Embodied Leadership prevede lo svolgimento di semplici esercizi somatici che compiuti individualmente, oppure in gruppo, permettono la comprensione intuitiva di concetti complessi che la sola teoria non permetterebbe di trasmettere.

Gli interventi sono personalizzati in base alle esigenze specifiche del cliente.,

I vantaggi dell'Embodied Leadership

 
  • Sviluppa il pensiero creativo e l’ intelligenza emozionale
  • Favorisce i processi di cambiamento e cambi di paradigma
  • Fa emergere comportamenti disfunzionali
  • Permette di individuare nuove vie e possibili innovazioni
  • Sviluppa l’empatia e l’ ascolto
  • Sblocca  atteggiamenti mentali e corporei limitanti
  • Migliora la capacità di parlare in pubblico
  • Permette di capire le dinamiche di sistemi complessi

L'Embodyment: evoluzione e fondamenti scientifici

L’Embodied Knowledge è oggi considerata la nuova frontiera dello sviluppo del potenziale individuale e organizzativo ma è frutto di un processo iniziato già all’inizio del 1900.

Infatti, poco dopo l’introduzione nel 1905 del test ufficiale per misurare il QI,  fu introdotta una modalità di valutazione del potenziale attraverso fattori NON solo intellettivi (Wechsler, 1939). Questo fu ripreso anche dal famoso test di intelligenza di Alfred Binet’s (Stanford-Binet Intellgence Scales) che comprendeva, tra le altre, la valutazione della visual spatial processing.

Nel 1995 Daniel Goleman introdusse il concetto di emotional intelligence (EI) come altro metodo per predire il successo, specialmente in ambito leadership. Si realizzò che avere consapevolezza delle proprie emozioni e di quelle degli altri e sapere conseguentemente come gestire il proprio comportamento, sono attributi correlati con una carriera di successo (Goleman, 1998).

In  tempi recenti è la volta del MIT di Boston con la U-Theory di Otto Scharmer, sistema per disegnare e accogliere il cambiamento che prevede, tra le sue fasi, anche  “movimenti” nello spazio secondo un metodo ben definito.

Ai giorni nostri interviene, tra gli altri, Antonio Damasio (uno dei più grandi neuroscienziati contemporanei oltre che docente alla University of Southern California) il quale sostiene, validandolo scientificamente, il ruolo delle emozioni e sentimenti in tutte le nostre decisioni (anche inconsce) nonché la funzione delle sensazioni corporee per l’emersione della coscienza.  Damasio dimostra come il corpo sia estremamente importante nel COOPERARE con la mente e come le cellule cerebrali siano diffuse in tutti i nostri organi, CUORE INCLUSO.

Questo spiega perché attività che attingono dal mondo del movimento somatico possano aprire nuovi scenari nella crescita personale.